Novità

Giu 08 2008

Approfondimenti - Gabriele Romanato: Un approccio al layout con i CSS

Tag:Tag , Romanato @ 13:10

Nel corso dei miei seminari quello che è mancato è stata una breve discussione sul corretto approccio al layout con i CSS. A mio avviso un corretto approccio permette allo sviluppatore di superare agevolmente gran parte dei problemi derivati dal diverso grado di implementazione dei vari browser. In questo articolo illustrerò alcune strategie che potranno essere impiegate nel quotidiano lavoro di sviluppo di siti web.

Prima la marcatura

La prima cosa da cui bisogna partire è la scelta degli elementi che andranno a costituire il nostro layout. La scelta dovrebbe essere improntata ad un rispetto semantico del ruolo degli elementi (X)HTML e alla loro giusta collocazione nel flusso. Nello specifico, ecco alcuni consigli pratici che potrebbero risultare utili.

  1. Prima i contenuti.
    I contenuti andranno posti prima di tutto il resto. Ciò permette una più agevole lettura da parte dei lettori di schermo ed una migliore indicizzazione.
  2. Evitare la ridondanza
    Si dovrebbe evitare di ripetere alcuni elementi la cui prima istanza è già sufficiente a chiarirne il senso. Esempi di tali elementi sono abbr, acronym, dfn, i quali, data la presenza dell’attributo title possono risultare fastidiosi se ripetuti più volte. Per esempio, se nel primo paragrafo ho specificato che l’acronimo CSS sta per “Cascading Style Sheets” è inutile ripeterlo ancora nel resto del documento.
  3. Rispettare la semantica
    Bisogna rispettare il ruolo che gli elementi svolgono all’interno del documento, senza alterarne la funzione a scopo presentazionale.
  4. Usare gli elementi in modo logico
    Gli elementi andrebbero usati seguendo una logica. Per esempio, per un menu di navigazione è più indicato usare un elenco piuttosto che inserire i link direttamente all’interno di un elemento di blocco (come un paragrafo).

Niente copia e incolla

Per “copia e incolla” si intende quella pratica che prevede l’importazione di stili e formattazione da un altro sito allo scopo di adattarlo al proprio. Sebbene questa pratica sia un utile mezzo didattico quando si inizia a lavorare con i CSS, essa si rivela deleteria con l’andare del tempo. Lo sviluppatore professionista sa bene che ogni singolo layout è una storia a se, e che quindi cercare di adattare soluzioni prese in prestito da altri non è una soluzione vantaggiosa a lungo termine. Tale pratica impedisce di acquisire una propria autonomia a livello lavorativo, restando di fatto dipendenti dal lavoro di altri. Si noti che questa pratica è in uso anche in altri linguaggi lato client, come JavaScript, con risultati ancor più difficili da gestire a livello implementativo.

Calcolare lo spazio

Nel layout con i CSS è fondamentale sapere sempre quanto spazio abbiamo a disposizione all’interno del layout. Il box model CSS si basa essenzialmente sulle operazioni di somma e sottrazione. Ci si ricordi sempre che le dimensioni complessive di un blocco contenitore sono date dalla somma dei margini, del bordo, del padding oltre che dalla larghezza e dall’altezza impostate esplicitamente. Attenzione inoltre alle misure relative (em) o percentuali (%): queste misure vengono automaticamente convertite in pixel al momento del rendering finale. Non è affatto vero che un box impostato in percentuale venga trattato in modo diverso dal browser. Le sue dimensioni si adattano si alla dimensione della finestra, ma tali dimensioni vengono calcolate nei corrispettivi pixel. Di fatto, un box in percentuale occuperà sempre una dimensione che viene resa in pixel. Questo è particolarmente vero nel caso delle immagini in percentuale, il cui rendering è sempre dipendente dalle dimensioni del loro blocco contenitore (e tali dimensioni, ricordiamolo, sono calcolate in pixel).

Bug e anomalie

Esiste un importante differenza tra un bug ed un anomalia: un bug è un esplicita violazione delle specifiche CSS, mentre un’anomalia è una differente interpretazione di queste ultime. Al primo tipo appartengono alcuni bug nel float di Internet Explorer 6 (ed inferiori), mentre al secondo alcune peculiarità di Explorer nel calcolo dell’indentazione negativa del testo o del posizionamento di un elemento flottato con un margine orizzontale negativo. Nel caso delle anomalie, le specifiche affermano che “possono esservi dei limiti nell’implementazione specifica”, ossia che i browser possono comportarsi in modo non del tutto prevedibile.

Test e debugging

Sia che si tratti di un bug o di un anomalia, la cosa fondamentale è isolare il problema. Per far questo occorre individuare l’elemento affetto dal problema. Per esempio, se si lavora con Internet Explorer 7 (ed inferiori), gran parte dei problemi vengono causati dalla proprietà hasLayout. Per verificare se un elemento ha layout, è possibile usare il seguente pseudo-url JavaScript da inserire nella barra degli indirizzi:

javascript:alert(document.all(“id-elemento”).currentStyle.hasLayout)

Se il risultato è ‘true’ l’elemento ha layout, se ‘false’ l’elemento non ha layout. Si tenga presente che tale proprietà si trasmette da genitore a figlio, quindi molto spesso si tratta di risalire l’albero del documento fino ad individuare l’elemento in questione. Un’altra cosa da tener presente è la modalità di rendering: spesso infatti alcuni bug di Explorer si presentano in modalità standard ma non in modalità quirks e viceversa. A questo punto si può isolare la parte di codice e gli stili relativi che la regolano e creare una pagina di test separata in cui testare varie combinazioni fino a trovare una soluzione. I CSS non dispongono di una modalità step-by-step di debugging, ma è possibile simularla usando i commenti:

#box {
/* width: 50%; */
width: 49%;
}

Possiamo in questo modo provare varie combinazioni tenendo traccia dei cambiamenti. Per Internet Explorer, la soluzione migliore per dare stili separati è quella dei commenti condizionali. Per gli altri browser possiamo utilizzare JavaScript. Per esempio, ipotizzando di dover dare degli stili solo ad Opera potremmo scrivere:

if (window.opera) {
var head = document.getElementsByTagName("head")[0];
var css = document.createElement("link");
css.setAttribute("href", "opera.css");
css.setAttribute("rel", "stylesheet");
css.setAttribute("type", "text/css");
css.setAttribute("media", "screen");
head.appendChild(css);
}

I cosiddetti hack andrebbero evitati perché 1) spesso non sono validi e 2) rallentano il lavoro del browser in fase di parsing e 3) sono una soluzione a breve termine.

Popolarità: 86% [?]


Apr 07 2008

Anticipazioni - Marco Bertoni: scrivere per il web con l’accessibilità in mente

Il dibattito generato dalla Legge 4/2004 ha posto in secondo piano l’importanza degli aspetti redazionali per l’accessibilità e l’usabilità del Web. Nonostante ciò, in questi ultimi anni è stata notevole la domanda di formazione da parte dei redattori delle Pubbliche Amministrazioni e del settore privato.

Il redattore Web è spesso una figura a metà tra lo scrittore e il tecnico. Per questo è necessario affrontare sia gli aspetti editoriali della pubblicazione dei contenuti sul Web, sia quelli tecnici. I manuali sulla scrittura e sull’usabilità più noti quasi sempre trattano marginalmente le tecniche di accessibilità del Web.

Da un lato, quindi, il suggerimento o la regola editoriale, dall’altro la spiegazione dell’implementazione tecnica insieme alle implicazioni per l’accessibilità e l’usabilità del Web. Il pubblico non sarà posto di fronte a un asettico elenco di principi, bensì a una guida operativa, impostata sul mondo reale del Web italiano.

Il seminario sarà suddiviso in tre parti:

Pensare i contenuti

A partire da qualche cenno alla psicologia della comunicazione, in particolare sulla comunicazione digitalizzata e sulla discomunicazione, saranno introdotte l’accessibilità, l’usabilità e l’architettura dell’informazione, in una prospettiva multidiscliplinare.

Scrivere i contenuti

In questa parte analizzeremo brevemente alcuni stili di scrittura (per esempio giornalistico, pubblicitario, amministrativo ecc.) per proseguire proponendo una serie di tecniche e regole editoriali specifiche per il Web1.

Pubblicare i contenuti

Infine ci occuperemo dei sistemi di gestione dei contenuti per il Web (Content Management Systems, piattaforme per blog ecc.), con particolare attenzione alle caratteristiche necessarie per garantire l’accessibilità dei contenuti.

Il pubblico di riferimento del seminario sono tutte le persone che pubblicano, o desiderano pubblicare, contenuti sul Web. Dal blogger al Web designer, passando per il redattore professionista o il “tecnico” che desidera ampliare i suoi orizzonti.

Popolarità: 28% [?]

  1. A dimostrazione della sensibilità dell’argomento è da notare che il Dipartimento della Funzione Pubblica già nel 1997 rilasciava un Manuale di Stile che conteneva un serie di “Strumenti per semplificare il linguaggio delle amministrazioni pubbliche”, senza contare il progetto Chiaro! per la semplificazione del linguaggio amministrativo. [indietro]

Apr 07 2008

Anticipazioni - Adamo Liberto e Steven Sintini: i requisiti di accessibilità e gli strumenti di supporto alla valutazione.

A quattro anni dall’emanazione della Legge 9 gennaio 2004, “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, ci sono tutte le condizioni per discutere sullo stato di attuazione della legge, per analizzare i risultati finora raggiunti e i tanti progetti in cantiere.

La legge sull’accessibilità ha rappresentato un importante passo in avanti che ha posto l’Italia, dal punto di vista normativo, all’avanguardia in Europa e non solo.

Se però non si continua a lavorare nella direzione della diffusione della cultura dell’inclusione e se non si da seguito ai regolamenti attuativi previsti dalla normativa si corre il rischio di disilludere le aspettative che si sono poste attorno al tema dell’accessibilità.

Sarà interessante analizzare i cambiamenti che in questi ultimi anni stanno interessando il web in Italia, i progetti in corso e le recenti indicazioni dei gruppi di lavoro della Commissione Europea in tema di e-accessibility ed e-inclusion.

Quando si parla di accessibilità, spesso molti sviluppatori, web designer e grafici si lamentano del fatto che i siti accessibili non siano graficamente accattivanti, come se le motivazioni della scarsa attenzione grafica fosse imputabile unicamente all’accessibilità e che progettare un sito con l’accessibilità in mente significasse necessariamente trascurare la creatività o la resa grafica del sito.

L’accessibilità diventa invece una sfida alla creatività: è possibile creare pagine accattivanti ed esteticamente appariscenti utilizzando le tecnologie più innovative, gli stessi effetti grafici ed estetici infatti, possono essere realizzati anche utilizzando tecnologie accessibili.
Per tale motivo si cercherà di sfatare tali falsi miti con dimostrazioni ed esempi pratici.

Il taglio pratico del seminario sarà poi testimoniato dagli interventi in tema di requisiti tecnici di accessibilità, metodologia di verifica e strumenti a supporto della valutazione.

Il nostro obiettivo sarà di far comprendere come i 22 requisiti rappresentano il recepimento ragionato delle istanze di tutti gli utenti del Web, anche degli utenti disabili. In questa maniera si tenta di garantire a tutti i cittadini pari dignità e pari opportunità di fruizione delle informazioni e dei servizi che la PA italiana erogherà sul Web. Ci concentreremo quindi sugli aspetti tecnici ed implementativi della legge, analizzando, oltre ai 22 requisiti tecnici, anche le motivazioni che hanno portato a ciascun requisito e le tecniche per la loro implementazione.

Dopo avere analizzato nel dettaglio i requisiti della Legge 04/2004, continueremo il nostro percorso volto alla comprensione e all’applicazione dei requisiti tecnici con la metodologia di valutazione dell’accessibilità di un sito o di un’applicazione Web, cercando nel contempo di sgombrare il campo da troppe “inesattezze” ed equivoci che spesso e volentieri finiscono col tramutarsi in alibi per gli sviluppatori ed in siti erroneamente proclamati accessibili per gli utenti.

Analizzeremo i vari strumenti e tools a disposizione in rete per analizzare in maniera semplice ed esaustiva ogni singolo requisito.
Verrà sottolineata l’importanza di pensare all’accessibilità del sito o dell’applicazione Web based in ogni fase dello sviluppo; dalla specifica dei requisiti fino alla manutenzione del sito, il continuo confrontarsi con il livello di accessibilità e di qualità raggiunto è un’attività che deve rientrare nell’ordinario, mentre invece troppo spesso si avvia una fase di valutazione quando è oramai troppo tardi. Il rischio è di ostinarsi a navigare a vista in mari tumultuosi e non facili da padroneggiare, mentre invece serve il continuo conforto di una “bussola”: la valutazione dell’accessibilità appunto.

Il ciclo della valutazione prevede una serie di step ciascuno dei quali risulta necessario, nessuno dei quali risulta sufficiente. L’unico modo per ottenere responsi attendibili è percorrere il ciclo per intero, magari in momenti diversi del ciclo di vita dell’applicazione Web, ma se da una parte è vero che la validità (grammaticale e semantica) del codice ha un valore innegabile, è anche vero che è praticamente inutile parlare di accessibilità se la si riduce ad un “fatto tecnico” e se ci si dimentica che un sito Web è costruito per essere visitato dagli utenti, e che il loro apporto in termini di collaudo e di feedback è fondamentale ai fini della corretta valutazione.

Popolarità: 27% [?]


Apr 03 2008

Anticipazioni - Rino Caputo e Michela Zompetta: Keep it short: falla corta!

Tag:Tag , , Caputo @ 14:39

Con il seminario si intende aggiornare la pratica dell’italiano scritto e orale fornendo stimoli, indicazioni e suggerimenti utili per accrescere la padronanza della scrittura e di un parlato consapevole dei diversi registri espressivi, in modo da districarsi efficacemente tra le realtà e le finalità comunicative ed espressive delle diverse tipologie testuali, anche sulla scorta delle nuove realtà della scrittura ‘in rete’ ipertestuale.

Tra gli argomenti trattati ci si soffermerà sul testo verbale orale e scritto, per evidenziare la sua esistenza in quanto principalmente atto comunicativo che realizza, dunque, l’obiettivo fondamentale di mettere in comune informazioni in una concreta situazione.

Si prenderanno in considerazione i suoi requisiti principali (coesione, coerenza, intenzionalità, accettabilità, informatività, situazionalità e intertestualità) indispensabili per giungere all’elaborazione di un testo che abbia chiarezza espositiva ed efficacia comunicativa e in cui la validità dei contenuti sia accompagnata da uno stile adeguato.

Si analizzeranno quindi le connessioni, ma soprattutto le differenze esistenti tra la comunicazione scritta e orale; si esamineranno, inoltre, le principali tipologie testuali – nella consapevolezza della variabilità dei testi e delle diverse caratteristiche che essi assumono a seconda del genere testuale a cui appartengono e dello scopo per cui sono prodotti – per giungere ad essere in grado di stendere un qualsiasi testo in maniera pertinente ed efficace.

Attraverso l’analisi di tali argomenti si metterà in evidenza che acquisire una migliore padronanza della scrittura e dell’espressione significa non solo una migliore capacità di pianificare, organizzare e realizzare un testo in maniera chiara, coesa e coerente, ma, anche sulla base delle esigenze comunicative di scrittura e lettura dei testi in ‘rete’, la capacità di condensare il significato dei messaggi che nella realtà ipertestuale sono maggiormente fruibili nella loro brevità.

Si ricorderà in proposito come per verificare la difficoltà di lettura di un testo in modo quantitativo si possa utilizzare – anche se solo in maniera orientativa – la formula di Flesh in base alla quale uno scritto risulta tanto più leggibile quanto più contiene frasi brevi e parole di poche sillabe.

La formula, applicata alla lingua italiana, è la seguente:

L = 206 – (p + 0,6s)

“L” è l’indice di leggibilità, “p” è il numero medio di parole per frase e “s” è il numero medio di sillabe per 100 parole. Quanto più “p” e “s” sono grandi tanto più “L” è piccolo e viceversa. Se L = 0 il testo risulta illeggibile; se L = 100 il testo è di alta leggibilità.

Si offriranno quindi suggerimenti per la realizzazione di un testo breve nella consapevolezza che la difficoltà maggiore per realizzare un elaborato sintetico è la selezione delle informazioni che avviene attraverso l’individuazione di quelle essenziali, di quelle che, seppur importanti, possono essere taciute, e delle marginali.

Popolarità: 21% [?]


Apr 02 2008

Anticipazioni - Antonio De Vanna: il ruolo delle istituzioni nell’attuazione dell’accessibilità

Antonio De Vanna, Responsabile Ufficio Accessibilità dei Sistemi Informatici del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) e relatore del nostro convegno inaugurale, ci invia un abstract del suo intervento:

Da recenti analisi condotte su 1426 siti di Pubbliche Amministrazioni Centrali, risulta che solo il 3% del campione esaminato supera pienamente i nove requisiti analizzati.
A fronte di tali scarsi risultati emerge con forza la necessità di avviare azioni utili all’accelerazione del processo di adeguamento alla normativa da parte della pubblica amministrazione centrale e locale.

Finora sono state avviate numerose iniziative di sensibilizzazione sul tema con la precisa convinzione che l’adeguamento dei siti passasse obbligatoriamente attraverso la diffusione e la condivisione del valore di una cultura centrata sull’inclusione.
È indispensabile però puntare su nuove e più forti iniziative di diffusione di tale cultura, attraverso la formazione delle nuove generazione affrontando il tema dell’accessibilità informatica nelle scuole e dando seguito all’art. 8 della legge ovvero inserendo l’accessibilità nei percorsi formativi organizzati dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e nell’ambito delle attività per l’alfabetizzazione informatica dei dipendenti pubblici. Si tratta di iniziative destinate, inoltre, ai responsabili della comunicazione dei siti, dei sistemi informativi e dell’accessibilità e, a livello operativo, alle figure che si occupano della realizzazione e della redazione dei siti web.

Dal punto di vista strategico è necessario promuovere azioni che vadano ad impattare sul margine variabile della retribuzione connesso al raggiungimento degli obiettivi annuali di dirigenti responsabili della comunicazione, dei sistemi informativi e dell’accessibilità.
Contestualmente potrebbe essere utile gestire la disponibilità dei fondi destinati alla comunicazione ed ai siti web delle amministrazioni sulla base dell’adeguamento alla normativa o meno.

Inoltre è utile ricordare che uno dei limiti principali della legge, spesso riscontrato nella maggioranza delle leggi italiane, è il mancato utilizzo di meccanismi di monitoraggio e valutazione della sua efficacia. Bisogna, infatti, dare seguito all’art. 7, comma b della legge che assegna le attività di vigilanza sul rispetto da parte delle amministrazioni statali delle disposizioni della legge alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del CNIPA.

Dal punto di vista organizzativo è di fondamentale importanza che la tematica dell’ICT e delle categorie svantaggiate sia costantemente presidiata da un centro di competenza che fornisca indicazioni, contributi tecnici e proposte operative.
Tale ruolo, sinora svolto dalla Commissione Interministeriale permanente prima e Ministeriale poi, deve caratterizzarsi come un riferimento non limitato nel tempo e soprattutto non legato a scadenze di governo.

Popolarità: 24% [?]


Apr 01 2008

Anticipazioni - Livio Mondini: l’accessibilità nei formati documentali e nei linguaggi di markup

L’accessibilità nei formati documentali

Si sentono spesso pronunciare parole impegnative come “dematerializzare i processi documentali”, o si assiste a una lotta senza esclusione di colpi fra formati, più o meno “aperti”, più o meno standard. Ma che significa in pratica? E che cos’è un formato documentale accessibile? Che caratteristiche deve avere un documento elettronico per poter essere definito accessibile? E quali strumenti ci vogliono per realizzarlo?
Durante il seminario si affronteranno questi inquietanti interrogativi, e verrà spiegato come risolverli.

Accessibilità dei linguaggi di markup

Siamo abituati a pensare ai linguaggi di markup come sinonimo di HTML. È normale, i linguaggi di markup sono diventati popolari con il Web. Però, in realtà il Web e il suo linguaggio rappresentano una minima parte dell’ampio mondo del markup.
Il W3C ha svolto un gran lavoro nella creazione del linguaggio HTML, o delle sue future versioni, ma i problemi dell’accessibilità non riguardano esclusivamente il Web.
I linguaggi di markup vengono utilizzati, per esempio, nei processi editoriali che conducono alla realizzazione di documenti destinati alla stampa, e oggi sempre di più questi stessi documenti devono poter essere utilizzati anche su altri media, dall’onnipresente Web ai CD-ROM, e devono essere in grado di adattarsi a una grande varietà di periferiche, dai PC ai palmari.
E, soprattutto, dovrebbero essere consultabili da chiunque.
Come si inserisce la problematica “accessibilità” in questo contesto?
Potrà essere fonte di stupore scoprire come questo aspetto sia stato affrontato e risolto in numerose DTD diverse da HTML, come DArwin Information Typing Architecture (DITA), DocBook, ODF 1.1, PDF.

Popolarità: 24% [?]


Mar 26 2008

Anticipazioni - Alberto Ardizzone: navigando al buio alla ricerca di appigli

  • Dove mi trovo?
  • Cosa devo fare per…?
  • Come faccio ad orientarmi tra tutti questi link?

Immaginiamo di navigare un sito senza l’uso della vista: spegniamo la luce oppure oscuriamo lo schermo, lasciandoci guidare unicamente dall’ascolto di uno screen reader (applicazione software che interpreta e riproduce mediante sintesi vocale o display braille il testo mostrato sullo schermo di un computer).

L’esperimento sarà condotto insieme a due operatori dell’Istituto dei Ciechi di Milano che cercheranno appigli, aiuti, suggerimenti per procedere nel loro cammino di esplorazione al buio.

Successivamente confronteremo gli esiti della navigazione con la visione d’assieme del sito e proseguiremo il percorso alla ricerca della semplicità e dell’efficacia d’uso e di fruizione.

Nella seconda parte utilizzeremo la stessa tecnica di navigazione per orientarci all’interno di un documento pdf.

Lo scopo è di riuscire ad orientarsi per fruire in modo soddisfacente di un contenuto.

L’auspicio è che chi cura un sito, chi inserisce i contenuti o si occupa dei testi, chi costruisce documenti pdf lo faccia con “l’accessibilità in mente”, evitando strade contorte, segnaletiche fuorvianti, informazioni ingannevoli.

Nel corso del laboratorio forniremo alcune indicazioni pratiche per “non far perdere la bussola” della navigazione, a partire dall’analisi di alcune realizzazioni provenienti dal mondo della scuola.

Popolarità: 25% [?]


Mar 26 2008

Anticipazioni - Andrea Resmini: del wayfinding – spazio e luogo nel World Wide Web

Non so bene spiegare cosa avvenne, ma come abbandonammo il torrione, l’ordine delle stanze si fece più confuso. Alcune avevano due, altre tre porte. Tutte avevano una finestra, anche quelle che imboccavamo partendo da una stanza con finestra e pensando di andare verso l’interno dell’Edificio. Ciascuna aveva sempre lo stesso tipo di armadi e di tavoli, i volumi in bell’ordine ammassati sembravano tutti uguali e non ci aiutavano certo a riconoscere il luogo con un colpo d’occhio.

Umberto Eco, Il nome della rosa.

Quasi tutti abbiamo vissuto almeno una volta l’esperienza di perderci in un luogo non familiare come Gugliemo ed Adso nella biblioteca dell’abbazia del Nome della Rosa di Eco, ed alcuni di noi la vivono frequentemente anche in luoghi familiari e senza la necessità di cercare un libro proibito. Quanti non l’hanno vissuta, l’hanno sicuramente letta, vista o ascoltata innumerevoli volte da bambini, quando ci raccontavano di come sia facile e terribile perdersi nel bosco se ti chiami Pollicino, o Gretel, e di come fosse difficile e terribile trovare la via nel recinto di Dedalo a Cnosso, per di più sfuggendo al Minotauro.

Senza sassi, briciole di pane o fili, nel mondo di Guglielmo e Adso ancora ci si perde: oggi, adulti, europei, mentre guardiamo fuori dalla finestra di casa non temiamo più di smarrirci irrimediabilmente nello spazio. Le nostre paure si sono incamminate per la strada della storia di Cenerentola e di altre fiabe più tarde, dove lo scandire delle ore fino alla mezzanotte ha preso il posto del bosco e del labirinto. Tuttavia, oggi ci siamo creati un nuovo altrove in cui perderci: il Web, e forse è meglio conservare quelle pietruzze nelle tasche ancora per un po’.

Percorso

L’idea di spazio; Ritmi, segni e spazi; Spazio esistenziale, spazio delle interfacce; Perdere dimensioni; Spazi e luoghi nel World Wide Web; Wayfinding.

Popolarità: 24% [?]


Mar 20 2008

Anticipazioni - Gianpiero Lotito: il futuro del contenuto: scenari dell’organizzazione della conoscenza in Rete

Una componente fondamentale del futuro del Web è il contenuto organizzato, secondo regole e modalità che avranno ancora bisogno di molto tempo per essere fissate. Nel frattempo, i motori di ricerca sopperiscono alla mancanza di contenuto organizzato, facendo essi da “organizzatori” della Rete, ma con modalità che, se sono tecnologicamente avanzate per il momento che viviamo, sono sicuramente uno step molto lontano da quelli che saranno i motori “definitivi” che, probabilmente, saranno essi stessi organizzatori di contenuto e non semplici “cercatori” come quelli attuali.

Molti sono gli elementi chiave di questo futuro. La “via algoritmica” percorsa dalla quasi totalità dei motori attuali, cioè l’affidamento alla macchina di tutte le funzioni di ricerca, reperimento e restituzione all’utente dei risultati è la più semplice ed efficace in questa fase storica.

Molto più complessa è un’interazione uomo-macchina che possa mettere insieme le capacità della macchina di restituire velocità e quella dell’uomo di restituire precisione, quando si parla di informazioni.

Chi oggi parla di web semantico ragiona su qualcosa che potrebbe non arrivare mai, se teniamo conto del fatto che per avere un Web realmente semantico sono necessarie regole che poi devono essere osservate da chi immette informazioni sulla Rete.

La prossima generazione di motori di ricerca sarà la “generazione degli esperti”. Il Web 3.0 sarà il dominio del contenuto organizzato e non solo di quello “libero” come adesso, con maggior vantaggio per l’utente.

Con in più le differenze dettate dall’alternanza sociale in arrivo tra emigranti e nativi digitali.

  • Quali sono gli scenari che si aprono?
  • Quali sono i problemi attuali?
  • Quali possono essere risolti a breve?
  • Quali avranno bisogno di molto tempo per essere risolti?

E infine, è possibile una “via non algoritmica” o una “via non solamente algoritmica”?

Popolarità: 24% [?]


Mar 19 2008

Anticipazioni - Stefano Dominici: lo sviluppo dei personaggi nello UCD

Tag:Tag , , , Dominici @ 18:10

I personaggi (personas) sono uno strumento poco noto e poco utilizzato dello user-centered design e lo scopo del seminario è quello di spiegare le modalità di sviluppo e di utilizzo.

La tecnica che ne prevede l’utilizzo è definita come “progettazione finalizzata agli obiettivi” ed è stata introdotta da Alan Cooper nel 1992. I personaggi sono uno strumento per rendere vivi i visitatori di riferimento del sito web e per definirne gli obiettivi e le modalità che li spingeranno ad utilizzarlo. Sono, quindi, una sintesi descrittiva dei visitatori di riferimento e non sono persone reali, né sono inventati.

Ai personaggi, come detto, vengono sempre associati degli obiettivi che ne definiscono le motivazioni e le necessità, e, usati in combinazione con gli scenari, sono uno valido strumento di progettazione.

Oltre a una dettagliata introduzione al loro sviluppo, verranno mostrati esempi di personaggi, scenari e sintetici casi di studio.

Popolarità: 20% [?]